Viaggio a New York, consigli per gustare la Grande Mela a piccoli morsi

La Grande Mela può provocare un’indigestione pericolosa. Va gustata a piccoli morsi. Lentamente. Senza ingordigia. Il che vuol dire tornare, se possibile, più volte e scegliere ogni volta cosa vedere. Ecco alcuni suggerimenti che vorremo condividere con i lettori. Ma che non sono i soli. Torneremo sicuramente a New York e torneremo a raccontare altri piccoli spicchi della Big Apple.

 

La Grande Mela versus Genova

La sopraelevata di Genova chiusa al traffico, pedonalizzata, diventerebbe uno spettacolare belvedere sulla città. È il sogno che ho fatto a occhi aperti quando ho visto la The High Line, parco sopraelevato costruito lungo l’ex linea ferroviaria nel West Side di Manhattan. Che fino al 1999 era un ammasso di binari arrugginiti e abbandonati della ferrovia  sopraelevata costruita negli Anni Trenta del secolo scorso. Dalla primavera del 2009, ossia da quando fu inaugurata, è divenuta un esempio illuminato di riqualificazione urbana, che ha convolto tutta la zona attorno e una spettacolare passeggiata di circa 2,300 km punteggiata di verde, panchine, caffè, istallazioni d’arte e edifici restaurati da archistar di fama internazionale. Alla fine del percorso a sud si giunge al Whitney Museum of American Art, progettato da Renzo Piano, dove sono esposte opere di Mark Rothko e Edward Hopper. Una sovrapposizione di parallelepipedi ritmati da ampie vetrate e grandi terrazze panoramiche affacciate su Chelsea, il West Village e l’Hudson River. Fino all’11 giugno avrà luogo per la prima volta in questa location la Whitney Biennial, mostra d’arte d’avanguardia con le opere di giovani artisti emergenti.

In metropolitana per visitare i musei più famosi

Dopo oltre 90 anni di progettazione, 10 anni di lavori e investimento di 4,4 miliardi di dollari, l’estensione della linea Q nell’Upper East Side, la Second Avenue Subway, è diventata finalmente realtà. Lo scorso gennaio si è conclusa la prima fase dei lavori, con l’apertura delle prime tre nuove fermate (72nd Street, 86th Street e 96th Street) e il rinnovo della stazione di scambio Lexington Avenue-63rd Street. Si possono ammirare le opere d’arte realizzate all’interno delle nuove stazioni. La Second Avenue Line è, infatti, un vero e proprio museo d’arte contemporanea sotterraneo, dove gli artisti Sarah Sze, Chuck Close, Vik Muniz, Jean Shin hanno rappresentato le origini e la storia di New York attraverso i loro colorati mosaici. La Second Avenue Subway attraversa uno dei quartieri più eleganti di New York, l’Upper East Side, dove si trovano i più grandi musei della città, dal Metropolitan Museum of Arts, al Solomon R. Guggehneim Museum, fino all’ultimo arrivato, il Met Breuer, aperto nel marzo del 2016.

Cinesi piglia tutto

Little Italy, nel cuore di Manhattan, è ormai circoscritta a poche strade attorno a Mulberry Street (chiamata così perché un tempo vi si coltivavano le mulberries, le more di gelso), molto turistiche e poco autentiche. Tuttavia nelle due ultime settimane di settembre, per 11 giorni, ritornano le atmosfere del passato nella grande festa dedicata a San Gennaro. Il Santo Patrono di Napoli, oggetto di culto appassionato, è venerato nella Chiesa del Preziosissimo Sangue eretta dai primi immigrati italiani tra il 1891 e il 1904. L’Italia è stata invasa dalla Cina. Non è un paradosso geopolitico. Ma una realtà. Nell’urbanistica della Grande Mela Chinatown ha quasi fagocitato Little Italy. Mulberry Street sfocia in Canal Street ed è subito Celeste Impero. Bancarelle che vendono ogni tipo di ortaggi, frutta, oggetti, souvenir e vestiti made in China in un tripudio rutilante di luci e di scritte oro su sfondo rosso, i colori amati dai cinesi. Nei ristorantini di Mott Street si gustano superbi bao, grossi ravioli ripieni di carne o verdure cotti al vapore. Gli indirizzi da non perdere per gustare la migliore cucina cinese sono Jing Fong, ristorante cantonese tradizionale, Joe’s Shanghai, con un menu molto ampio comprensivo dei famosi dumpling in brodo, e Nom Wah Tea Parlor, il più antico ristorante di dim sum di New York. Mentre in Doyers Street (Vicolo dei Barbieri)ci si affida alle mani di esperti parrucchieri per pochi dollari e all’altezza della Manhattan Bridge Plaza alla protezione del grande Buddha dorato del Mahayana Temple.

Via dalla pazza folla

In pochi isolati verso ovest, a SoHo New York volta pagina e si fa più discreta ed elegante. Niente grattacieli. Solo eleganti palazzine dei primi del Novecento. Niente supermercati e negozi traboccanti di merci e folla. Solo boutique grandi firme, di designer e alla moda. I jeans perfetti e su misura si comprano da 3x1, al numero 15 di Mercer Street. Si scelgono la stoffa e il modello, ma anche orlo e ricami personalizzati. E il jeans unico, creato su misura e sul gusto del cliente, è preparato in poco tempo dalle mani sapienti delle sarte dell’annesso laboratorio. Poco lontano c’è un museo davvero unico al numero 26 di Wooster Street, il Leslie-Lohman Museum of Gay & Lesbian Art, il primo museo al mondo dedicato ai temi LGBT, che conta nella sua collezione permanente oltre 24.000 opere di artisti che affrontano il rapporto tra arte e sesso. In circa 15 minuti a piedi da  SoHo e a sud di China Town, si arriva a City Hall Park, ombreggiata da alberi secolari, e con la Frankfort Street, ci si trova di fronte ad un’icona di New York, immortalata in molti film, soprattutto in quelli di Woody Allen. Indimenticabili. Il Ponte di Brooklyn, che attraversa l’East River permette di ammirare allo stesso tempo Brooklyn, Manhattan e la Statua della Libertà, mentre lo si attraversa. Questa imponente struttura, costruita 130 anni fa, è quasi sempre presa d’assalto dai turisti che percorrono i circa 1,6 km di lunghezza a piedi o in bicicletta in un delirio di foto e di selfie. Arrivati dall’altra parte, si scende una scalinata che conduce sul lungo fiume. Sotto i mastodontici piloni si scopre un giardinetto verdissimo con una romantica panchina. Sosta obbligata per innamorati. Ma non solo. I più pigri per ritornare indietro prendono il battello che fra voli di gabbiani e folate di vento porta poco lontano da Wall Street, mentre il sole al tramonto incendia le facciate dei grattacieli, metafisici giganti di vetro e acciaio.

Per non dimenticare

In Greenwich Street, al posto delle Torri Gemelle si aprono due enormi vasche a specchio, con pannelli di bronzo su cui sono incisi i nomi di chi morì in quel tragico 11 settembre 2001. Accanto si sprofonda nel Memorial Museum, dove una scala mobile porta nelle viscere della terra tra i resti di quell’immane tragedia. Non ci sono parole per descrivere il dolore e la commozione che attanaglia il cuore.  Accanto sembra spiccare il volo la gigantesca colomba bianca  con cui Santiago Calatrava ha ricoperto il nuovo WTC Transportation. Ancora più a sud, su Ellis Island un altro luogo della memoria: l’Immigration Museum allestito nell’edificio che ha accolto tra il 1892 e il 1924 più di 12 milioni di immigrati, fra cui molti italiani giunti fin qua con le navi salpate dal porto di Genova.

Da sapere

Muoversi il più possibile a piedi e/o con gli autobus. Così si gusterà meglio la grande Mela. Acquistare il New York CityPass che permette di accedere ai musei e alle attrazioni principali a prezzi scontati e di evitare le code ai botteghini. Comprare i biglietti ridotti per gli spettacoli un’ora prima dell’inizio all’ufficio di TKTS di Time Square (W 47th St & 7th Avenue). Informazioni turistiche super aggiornate presso le sedi della NYC & Company (www.nycgo.com).