L'impegno per l'omosessualità

Gay di lotta: i primi passi del movimento

Ho donato all'Archivio dei Movimenti, che ha sede in una piccola palazzina a fianco della Biblioteca Berio, a Genova, tutti i materiali degli anni Settanta in mio possesso. Anche quelli del movimento gay di Torino che allora muoveva i primi passi.

Ci sono pure i primi numeri di Lambda, mensile di cultura omosessuale che ho fondato insieme a Felix Cossolo e ad altri del COSR (Collettivo Omosessuale della Sinistra Rivoluzionaria), provenienti in gran parte da Lotta Continua, Potere Operaio e Il Manifesto. Vi collaboravano anche le compagne delle Brigate Saffo. Agguerritissime.

Erano anni formidabili e problematici dove l’impegno civile e politico era fondamentale nella vita di molti. Direi totalizzante. Insieme a alcuni compagni di LC e di altri movimenti, ormai divenuti come si diceva allora “cani sciolti”, abbiamo dato un contenuto sociale e politico alla nostra scelta omosessuale. Anche per fare un salto di qualità rispetto al FUORI, troppo legato al Partito Radicale. Abbiamo così dato vita al COSR, forse con ingenuità e presunzione per marcare le differenze ideologiche.

Era il 1976. La sua nascita è stata un piccolo terremoto nel panorama della sinistra extraparlamentare e no torinese, dove di corpo e sessualità avevano parlato solo le femministe e non certo gli uomini. E ovviamente nulla si diceva a proposito di omosessualità, anche se molti operai della Fiat lo erano. Ma “velati” come gran parte di noi lo era stata fino a pochi mesi prima.

Il nostro gruppo si riuniva regolarmente nella sede del comitato di quartiere di via San Donato, che senza pregiudizi ci aveva accolto mettendoci a disposizione una stanza. Ricordo ancora con nostalgia il primo intervento che abbiamo fatto in un’assemblea di quartiere dove gli operai erano la maggioranza. Ammetto che erano un po’ spiazzati dalle nostre figure per nulla omo che sicuramente avevano in mente: Felix Cossolo era uno di loro, ex operaio Fiat venuto dal sud; Gigi Malaroda, uno studente di scuola superiore, con barba e ciuffo scompigliato, molto simile a uno dei loro figli; io, che allora insegnavo, con loden grigio, sciarpone e barba d’ordinanza, fotocopia di quegli insegnanti che loro incontravano quando andavano nelle scuole dei loro ragazzi.

Poi abbiamo iniziato le trasmissioni a Radio Città Futura che in quegli anni trasmetteva da un appartamento della centrale via Cernaia. Il venerdì avevamo a disposizione la radio dalle 21 in poi. Erano forse trasmissioni un po’ “folli”, ma divertenti e autentiche con racconti, storie, slogan, riflessioni, testimonianze, musiche, poesie. Insomma di tutto un po’. Senza censure e con molta creatività.

Poi c’è stata l’esperienza galvanizzante di Lambda, mensile cartaceo, allora la rete non esisteva ovviamente, voluto da Felix che ci costava impegno, fatica e soldi. Perché autofinanziato. Ovviamente. Nello sfogliarlo oggi mi assale una tenerezza infinita per il calore, l’ingenuità, l’entusiasmo, la rigida ideologia che lo animava e che traspare ancora da i suoi articoli. Ma anche per la carica innovativa che aveva sia a livello grafico sia a livello di contenuti. Ci hanno scritto e disegnato un po’ tutti quelli che negli anni successivi sono divenuti leader politici, giornalisti, artisti, fumettisti famosi.

Credo che in tutti noi, che dopo pochi anni ci siamo dispersi e preso strade diverse, rimanga la consapevolezza e l’orgoglio di avere dato un contributo importante al movimento gay che oggi è ormai divenuto una realtà concreta della nostra società.

Vi ricordo che nel Fondo “Movimenti e militanti”- subfondo Pietro Tarallo si trovano anche libri, pubblicazioni, fotografie, volantini, Quaderni Rossi e materiali vari pubblicati da Lotta Continua, gruppi spontanei attivi a Torino, Einaudi e altre case editrici relativi alle lotte operaie e alla situazione politica e sociale di quegli anni.

 Per informazioni: www.archiviomovimenti.org, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

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Lambda un passo verso la libertà!

Lambda, rivista del movimento di liberazione omosessuale italiano, fondata nel 1977 e chiusa nel 1981 per dare vita a "Babilonia".

"Lambda" è stato un periodico del movimento di liberazione gay italiano. Il suo nome deriva dalla lettera greca "lambda" (iniziale del verbo grecolùein: "sciogliere, "liberare"), scelta dai movimenti di liberazione omosessuale degli anni Settanta come proprio simbolo prima del triangolo rosa.

La rivista fu fondata nel 1977 a Torino per prendere il posto della testata "Fuori!", e fu presto affidata alla direzione di Felix Cossolo, che l'avrebbe diretta fino alla sua chiusura. La spiritosa testata era stata disegnata da Marco Silombria.

Tuttavia nel 1978, a causa di dissensi politici fra Cossolo ed Angelo Pezzana (che si ritirò da direttore responsabile a seguito di una falsa intervista a Marco Pannella in cui si fingeva che il politico radicale avesse fatto coming out, in pratica un outing), la testata Fuori! fu rilanciata come organo del solo movimento Fuori!, e Cossolo proseguì il lavoro da solo, facendo di Lambda l'organo di tutta la parte del movimento gay italiano che non si riconosceva più nelle posizioni politiche del Partito Radicale, al quale invece il Fuori! si federò.

Allo scopo di finanziare la testata, che riusciva a vendere non più di 500 copie in tutta Italia ed aveva una periodicità irregolare, Cossolo lanciò i campeggi gay, che raccolsero un notevole successo.

"Lambda" si rivolse in prevalenza a un pubblico maschile, anche se per un certo periodo le "Brigate Saffo" curarono alcune pagine a tema specificamente lesbico.

La testata fu chiusa nel 1981, quando Cossolo si unì ad Ivan Teobaldelli, trasferendosi a Milano per lanciare il primo mensile gay da edicola, Babilonia. Il suo archivio fu in parte donato al Cig di Milano, in parte ceduto a "Babilonia", in parte disperso al momento della fondazione della libreria Babele, ed in parte è tuttora in possesso di Felix Cossolo, che lo utilizza per il suo periodico "Clubbing" (fonte wikipedia).