Come nascono una guida e un reportage

Questa è la domanda che spesso mi rivolgono. Ecco la mia formula, per nulla magica.

Prima di tutto trovo il committente (ossia la casa editrice o la rivista) interessato al mio progetto. Subito dopo inizio a documentarmi. Costruisco i miei viaggi a tavolino, partendo da spunti letterari, antropologici e culturali e di attualità. Purché abbiano un contenuto di novità e non siano banali. Poi confronto tra loro guide, articoli e libri di ogni tipo già esistenti che trattino l’argomento della mia ricerca. Quindi contatto le Ambasciate dei Paesi che voglio visitare, per avere informazioni ed assistenza. A questo punto pianifico un percorso molto flessibile e parto, per un lungo periodo.Namibia 2011 bis

Durante il viaggio utilizzo un sistema molto semplice per prendere appunti, giorno per giorno. In un quaderno non troppo grande scrivo quanto vedo e osservo e penso. Ma non solo: segno indirizzi, attacco fiori e foglie secchi, etichette, biglietti da visita delle persone incontrate, dei ristoranti, degli hotel ecc. Faccio schizzi di quello che vedo. Insomma il mio quaderno alla fine del viaggio è un libro vero e proprio molto composito, colorato e ricco di informazioni e spunti di prima mano.

Utilizzo il registratore per registrare suoni, musiche e voci. Uso il computer portatile e la sera, quando non esco, mi dedico alla scrittura.

Inoltre, ho sempre con me due macchine fotografiche e molti libri da leggere sul Paese che visito.

Tornato a casa, inizia il lavoro di riordino e di verifica anche in rete del materiale raccolto e poi quello di scrittura. Che per le guide dura anche molti mesi, in quando si deve adattare a un format ben preciso voluto dagli editori.

Non è certo un lavoro da poco.