Ma che vita è?

“Fai il mestiere più bello del mondo - mi dicono in molti. - Sempre in viaggio a scoprire posti nuovi…”

Si, è vero. Ma è pur sempre un lavoro e non certo una vacanza. C’è sempre l’ansia della ricerca, della scoperta, del raccogliere notizie e documentazione sempre nuove e inedite, mai banali e già viste.

Inoltre i miei viaggi mi tengono lontano da casa e dagli amici per lunghi periodi. Mi costringono a cambiare letto così di frequente che ho preso l’abitudine di ricreare nelle anonime camere d’albergo, lussuose o di charme o pulciose che siano, un angolo di casa mia con il computer, i libri, il taccuino degli appunti, le macchine fotografiche… Non sono davvero molti quelli che reggerebbero ritmi simili e lontananze tanto distanti.

 

Namibia 2011

 

E la mancanza di spaghetti e di caffè espresso dove la mettiamo? Ho sentito molti turisti italiani incontrati per caso nei posti più impensabili del mondo che si lamentavano del cibo, ignorando le appetitose pietanze che la cucina locale offriva, specie nei ristoranti più tipici della zona.

Ma, consentitemi di affermarlo, è per me la migliore vita che io riesca ad immaginare. Pronto a riviverla se ne avrò la possibilità nelle mie vite future. Pronto a consigliarla ai giovani avventurosi decisi ad affrontare sacrifici, una gavetta dura e scarsi guadagni. Pronto a continuarla fino alla fine dei miei giorni, forze e testa permettendo.