Un mix seducente

Curioso del mondo e delle culture altrui, nelle mie guide, nei miei libri e nei miei articoli dedico molto spazio anche al cinema e alla musica, alla letteratura e alle arti, al cibo ed al bien vivre. Un libro, un film, una canzone e una ricetta di un piatto tradizionale possono dire molto sui Paesi che si visitano. Come gli odori, i profumi, i gusti e i sapori. Propongo ricette tipiche, descrivo mercati, cito piatti e ristoranti. Perché si viaggia anche per assaporare nuovi cibi e gustare avventure gastronomiche inusuali. Per cui mi è capitato di mangiare i chapulines (grilli fritti) in Messico, mega-ragni caramellati in Cambogia, cicale croccanti in Thailandia, polpose cavallette in Laos, succulenti serpenti in Borneo, squisiti filetti di coccodrilli e canguri e frittatine di grosse formiche in Australia, perfetti brasati di kudu e antilope in Namibia e Sudafrica.

PietroTaralloTurchiaApanea

E poi ci sono gli incontri con le persone. Indimenticabili. Basta saperle ascoltare e ti raccontano storie incredibili. Non solo i grandi personaggi, da Madre Teresa a Mandela, da Levy Strauss al Dalai Lama, da Philippe Noiret al Maharana di Udaipur, da Jack Nicholson a Rigoberta Menchú Tum... Ma soprattutto la gente comune come i pastori di lama del Salar di Uyuni in Bolivia, i custodi dei moai nell’Isola di Pasqua, gli ultimi dacoy indiani (banditi di strada alla Robin Hood), gli ex-tagliatori di teste del Sarawak… L’elenco potrebbe allungarsi all’infinito.

Alla faccia della tanto strombazzata globalizzazione, le differenze culturali e storiche permangono. Per cui, visto che stiamo vivendo in un periodo di omologazione dei gusti e di conseguenza dei comportamenti, credo che scoprire le differenze e le diversità arricchisca il viaggiatore.